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Pensiero della settimana

CON LE PAROLE DI RAV LOCCI

13 Elul 5779/13 Settembre 2019 – Shabbat Ki Tezè

…un moabita non potrà entrare nell’assemblea dell’Eterno…neppure la decima generazione. Per il fatto che non vi sono venuti incontro con pane e acqua sulla via quando usciste dall’Egitto e per aver assoldato contro di te Bilam per maledirti.

Deuteronomio 23:4-5

I commentatori sono stimolati dalla curiosità che presenta questa doppia contestazione nei riguardi dei moabiti. Come è possibile che per un popolo (Moab) che si è proposto di sterminare un altro popolo (figli d’Israele), anche con mezzi metafisici (le maledizioni di mago Bilam), sia considerata grave colpa la mancanza di buone maniere o, per meglio dire, di giusto e volontario sostegno al bisognoso?

Rav Yaakov Neiman, fondatore e direttore della Yeshivà Ohr Israel (?-1983), spiega che la Torà ci vuole avvisare che quando qualcuno dice di voler uccidere, sterminare, distruggere un intero popolo, dobbiamo essere consapevoli che questo intento non nasce improvviso. Questa volontà si fonda su radici molto più lontane, quelle della mancanza di una corretta educazione alle bone maniere. Negare pane e acqua al bisognoso, a chi si trova in viaggio verso la propria destinazione, è un esempio biblico che serve a farci comprendere che questo è un atto contrario alla natura umana. Questo atteggiamento dimostra una durezza di cuore (di faraonica memoria) che, se alimentata nel tempo, farà sprofondare l’individuo verso intenti più distruttivi nei confronti del prossimo.

La mancanza di buone maniere genera una dimensione nella quale la persona sarà più predisposta a commettere gravi colpe.

Shabbat Shalom.


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